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Caso Olanda: propagandisti scatenati dal ministro Giovanardi contro l’informazione corretta

 


 

Quando fu promulgata nel 2000 l’allora decano della Facoltà Valdese di teologia, il pastore Ermanno Genre, dichiarò: "la legge approvata in Olanda merita di essere conosciuta prima che 'scomunicata': e' una legge che tutela il diritto del cittadino, per evitare che altri decidano per lui. Il ministro Giovanardi scaglia ora, proprio contro quella Legge, veri e propri propagandisti scatenati sui vari media a danno dell’informazione corretta.

 

La legge olandese sull’eutanasia commentata in un libretto dell'editrice Claudiana

Bene ha fatto la Claudiana a pubblicare il testo della legge olandese modificativa di alcuni articoli del Codice penale in riferimento all'"interruzione della vita su richiesta e dell'assistenza al suicidio"(1). Legge esaltata e auspicata da alcuni come segno di civile progresso e da altri esecrata e respinta come segno di incivile regresso.

Una legge rigorosa
Intanto, al di là delle diatribe ideologiche, la conoscenza del testo della legge contribuisce a valutare positivamente la cautela e il grande senso di umana responsabilità che stanno alla sua base. Le rigorose condizioni poste per la sua applicazione consistono innanzitutto nel rispetto della volontà del paziente che deve essere più volte espressa in modo inequivocabile; in seguito deve risultare con altrettanta chiarezza la situazione di sofferenza insopportabile e senza prospettive di miglioramento. Il medico, accertate queste condizioni e dopo essersi confrontato con colleghi indipendenti, potrà agire applicando i più rigorosi criteri di diligenza, prudenza e perizia. Il testo della legge è integrato da risposte a ben 18 domande che possono essere formulate in relazione alla delicatezza della problematica affrontata. Inoltre il libro è corredato da documenti della Chiesa evangelica d'Olanda, della Chiesa valdese e da puntuali commenti dei pastori Ricca, E. Genre e Becchino.
Lo scrupolo con cui la legge viene applicata si può desumere dall'elevato numero di richieste di eutanasia non accolte e dal relativamente basso numero di situazioni in cui la legge può trovare legittima applicazione. Il punto di partenza è che il paziente non gode del diritto di eutanasia e che il medico non è obbligato a praticarla. L'eutanasia non dovrà mai diventare un intervento di routine, ma riguardare "casi limite" per i quali possa essere dimostrata l'inefficacia di ogni altro intervento.
Un discorso favorevole all'approvazione di una tale legge non può tuttavia non tener conto di alcuni elementi problematici. Alcuni sono segnalati dalla nota psicologa e psicoterapeuta francese Marie De Hennezel, ben conosciuta anche da noi per la pubblicazione del libro La mort intime, poco correttamente tradotto "La morte amica"(2), in cui descrive le sue toccanti esperienze nella pratica dell'accompagnamento dei morenti esercitata nell'unità di cure palliative all'Ospedale universitario di Parigi. In un secondi libro dal titolo significativo Nous ne nous sommes pas dit au revoir, anche in questo caso banalmente tradotto in "La dolce morte"(3), viene affrontato con serenità e umanità il problema dell'eutanasia. (leggi tutto...)